Love and Information: la serie web

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LOVE AND INFORMATION porta avanti il percorso della compagnia sulla drammaturga inglese Caryl Churchill. Dopo aver dedicato infatti uno studio al testo SETTE BAMBINE EBREE la scelta si è focalizzata sul testo Love and Information che permette un’ampia prospettiva di studio e creazione sia per gli attori coinvolti che per i registi. Inoltre per la sua struttura da modo agli attori di lavorare in piccoli gruppi e questo ci ha permesso così di portare avanti il percorso anche con le nuove restrizioni in atto.

Il percorso coinvolge anche alcune classi del progetto CLAP per un totale di 66 attori di età ed esperienze sulla scena diverse. Un testo linguisticamente innovativo che si presenta anche come sunto di molte tematiche affrontate dalla Churchill in giovane età e che, mira a scandagliare il rapporto tra amore ed informazione spesso in disequilibrio fra loro. Di fronte all’informazione multiforme del testo, ora biologico-scientifica, ora didascalica, ora mnemonica, l’amore sembra confinato al ruolo di emarginato. Sembra quasi essere un residuo emotivo ma nonostante ciò, esso rimane comunque un concetto costante, ignorato forse ma nettamente riconoscibile: infatti non esiste amore biologico, amore scientifico, amore mnemonico, ma solo l’Amore in netto contrasto con la multiforme, ammaliante Informazione. Due modelli quasi arcaici. Due facce di una stessa medaglia. Così come i tanti personaggi di Love and Information, che più affogano nei facts e più sembrano bisognosi di affetto sincero.

LOVE AND INFORMATION è un’opera senza trama né personaggi e consta di sette sezioni, prive di titolo, più un epilogo chiamato Random. All’interno di ogni sezione sono presenti 7 scene alle quali l’autrice  assegna un titolo indicativo. E’ come se questi dati fossero informazioni in attesa di essere codificate in scena dai personaggi. L’arduo compito di chi dirige Love and Information, sta nello scegliere, per ogni scena, quante persone parlano e chi dice cosa, così come l’età, il sesso, il rango sociale degli stessi individui: in poche parole non si può prescindere da una marcata soggettività di fondo nell’interpretazione dell’opera.

L’uscita della prima stagione è prevista per la terza settimana di Dicembre 2020. La regia delle prime stagioni è di Stefano Furlan

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