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Conferenza spettacolo progetto PLURALI
dedicata al tema i giovani e la paura
Con
STEFANO FURLAN
e
ADELE MATTOCCI, MATTEO SACCHI
Cantanti
DILETTA COGGIO, FABIO CELANI
Collaborazione drammaturgia
LARA LUCIOLI
Testi
Christophe Andrè, Maria Rita Ciceri, Carlo Mongardini, Aldo Carotenuto, Gustavo P. Charmet, Carlo Collodi, Giorgio Faletti, Klaus W. Vopel, Stefano Furlan, Anna Fabbrini, Alberto Melucci
Musiche
Steve Wonder, Goblin, Stephen Micus, Mariah Carey, Deasonika, Boards of Canada, Einsturzende Neubauten, Riccardo Cocciante, Frederic Chopin
BU.IO ! è il risultato di un forum sulle politiche giovanili che si è tenuto presso il Comune di Santa Maria a Monte nel maggio 2006, che partiva dall’idea che parlare non è solo dire. Il verbo non è l’unica arma a disposizione per affermare il proprio credo. L’intento è stato quindi quello di far parlare i giovani partecipanti (ragazzi dai 14 ai 20 anni) anche attraverso altri mezzi di espressione (pittura, scultura, canto) stimolando così non solo la capacità di espressione ma arricchendo un bagaglio espressivo personale di impulsi “altri”.
Buio è una parola che scomposta, racchiude più significati; BU - . - IO!
Come nell’immagine del semaforo il BU è il rosso, come la paura, la cosa sconosciuta, la novità; il giallo rappresenta il punto ed è quindi sinonimo di sospensione, pausa, , blocco, dell’attesa di qualcosa che ancora non c’è; il verde è l’ IO!, punto di arrivo ma anche di partenza e rappresenta l’ identità.
La paura è una delle emozioni fondamentali con cui noi nasciamo e che, come ogni emozione, ci serve per strutturare il nostro mondo, la nostra vita. Chi dice di non avere paura è semplicemente un incosciente, perché corre moltissimi rischi. Però non bisogna lasciare che essa superi certi limiti e che diventi invasiva, perché la si contrasta individuando i modi per fronteggiarla. Se noi pensiamo di poter avere un controllo su certe situazioni, la paura diminuisce lasciando spazio alla razionalità che interviene per trovare i modi di soluzione. Invece in certe situazioni la paura finisce per essere terrore, soprattutto quando pensiamo di non avere vie d'uscita. Negli adolescenti la paura è spesso compagna della parola rischio. Chi non rischia non può crescere, poiché la crescita comporta decisioni difficili, rinunce e slanci che inevitabilmente stuzzicano il rischi di farsi male. Spesso sono le paure più antiche a spingere gli adolescenti verso imprese che li renderanno agli occhi degli altri quasi invulnerabili.
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