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ALLEGRETTO PERBENE MA NON TROPPO

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Con Francesca Rossetti, Gabriele Mariani, Isabella Giusiani, Manuela Gasparetto, Marco Molinari, Marzia Inzeo, Matteo Sacchi, Michela Sarno, Morris Sarra, Roberta Silvestre, Silvia Ciarmatori, Simone Carconi, Valentina D’Agostino, Vittorio Palombi
actor coach lingua toscana Daniela Leoncini
tecnico di scena Davide Sfravara
fotografo di scena e video Paola Palombi
costumi Anna Coluccia
arrangiamento vocale Giovanni Silvia
progetto luci Gianluca Cappelletti
regia Stefano Furlan

1939
Il macabro ritrovamento di un presunto feto umano è l’ipotetico fatto di cronaca che turba la coscienza di un paese in grande fermento per l’imminente visita del Duce. A questo si aggiunge un secondo fatto di cronaca, che determina ulteriori tensioni nello svolgimento dei fatti. 

Lo schema drammaturgico si basa su una sorta di cronaca corale che vede tutto un paese avviare un feroce linciaggio morale attuato secondo le regole di un crudele codice crudele e conformista. L’azione teatrale prevede un andamento dove “personaggio singolo” e “personaggio coro” sono chiamati a rappresentare, attraverso tipologie e linguaggi che hanno precisi riferimenti regionali, un microcosmo inteso come metafora di un paesaggio sociale e culturale ben più ampio.

In bella mostra ci sono i vizi capitali dell'Italia littoria: l'adulterio come sistema di famiglia, l'ipocrisia e il razzismo come sistema di vita, il pettegolezzo come sistema di comunicazione, sempre nel rispetto dell'uomo forte con i deboli e remissivo con i forti. 

Vera protagonista di ALLEGRETTO, è la piazza in cui si incrociano l’invisibile trigonometria degli sguardi dietro le persiane, amorazzi, apprensioni, risentimenti, cattiverie. Ce n'è abbastanza per scatenare l’odio per la vita di provincia.

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