Centro di formazione e Produzione teatrale

In Scena
Eventi in programmazione

RICONOSCERSI IN QUALCOSA, IO L’HO FATTO

Categorie: INTERVISTE



RICONOSCERSI IN QUALCOSA, IO L’HO FATTO
Latitudine Teatro in scena al Ponchielli con Allegretto perbene ma non troppo
Di Daniele Zerbinati
Articolo pubblicato su Latina Editoriale Oggi del 16/02/2018

 La lealtà? Un mito impolverato. Alla stregua degli uomini-aquiloni, degli speziali e delle crinoline: andata. Svolazzano qua e là pulviscoli di ipocrisia tutta italiana, e anche un po' sempliciona, tipica di chi è “talmente preoccupato a risolvere il mistero di casa propria da non accorgersi del pericolo che lo sta schiacciando”. Questo il destino intessuto tra i vizi e le trovate dei quattordici protagonisti di “Allegretto perbene ma non troppo”, celebre drammaturgia di Ugo Chiti, che domani (alle 17.30 e alle 21), nell’ambito della rassegna Scenari Paralleli approderà al Teatro Ponchielli di Latina con la compagnia Latitudine Teatro° e la regia di Stefano Furlan, direttore artistico del collettivo. Quattordici attori che in “tempi di monologhi fanno già un gran numero”, ha ironizzato Furlan a poche ore dalla messinscena.

Parliamo dello spettacolo. Cosa vedremo sul palco?

Si tratta di un allestimento piuttosto particolare. Tutto è ridotto al minimo, in scena ci sono quattordici attori e quattordici sedie, e in parte anche le musiche lo sono, che per tutta la prima parte vengono eseguite direttamente dagli interpreti. “Allegretto” è un dramma popolare, scritto in lingua toscana, ambientato nel 39 in un paesino della provincia fiorentina, ma ci sono moltissime analogie con la nostra, di provincia: un po' perché su tutta la vicenda incombe l’arrivo del Duce, atteso in visita in paese (siamo alle soglie della Seconda guerra mondiale), e un po' perché l’ombra di questo “ospite” si proietta con forza sul modo di pensare, sui rapporti con gli altri, anche sulle dinamiche insite nella relazione con la donna, che molto spesso si traduceva in un completo asservimento di questa rispetto all’uomo e, volendo anche in momenti di dura violenza, che per certi versi definivano quel modo antico di sentirsi maschi.

All’interno di un vivace gioco di specchi, i protagonisti sono tutti divisi in coppie: microcosmi in cui si riflette così il legame servo-padrone, quella lotta di potere che apre la narrazione allo strisciare del pensiero fascista, sempre presente. Ma rimane comunque un “Allegretto”, per cui si sorride con amarezza e alle volte si ride anche, tra le ingenuità di personaggi sostanzialmente popolari. 
ukwatchestore.co.uk/a-lange-sohne-replica

Il Suo è un lavoro di indagine sociale, che allora mira dritto ai vizi di un’Italia che incolpa, discrimina e pettegola, oppure è corretto intravedere un discorso anche politico? 

Diciamo che vi sono diverse ragioni alla base di questo spettacolo. La prima è una sorta di vicinanza di origini: io ho vissuto diciannove anni in Toscana e, la prima volta che ho visto questo spettacolo con l’Arca Azzurra (la compagnia di Chiti) ho percepito chiaramente una forte affinità con la mia provincia. Mi sembrava di vedere persone che io stesso conoscevo e che vedevo passeggiare per Latina; segno di come veramente siamo figli di una figura incombente quale fu quella di Mussolini. E devo dire che avevo ragione: quando ho cominciato a lavorare, con un gruppo di attori molto più giovani di me, hanno avuto lo stesso tipo di sensazione. E poi, sì, senz’altro c’è anche un discorso politico, per giunta legato a doppio filo alla città di Latina: molto spesso leggo, tra le parole riferite a questa città e alle persone che la vivono, una nota di biasimo rispetto al nostro passato. Non ho mai capito il perché, al di là dell’ideologia. Se sono frutto di una certa cultura, di cosa dovrei vergognarmi? Forse chi ci guarda preferisce cogliere la viltà, il “capo basso”, piuttosto che gli esiti prodotti da quella figura così controversa, e non si pensa mai a ciò che invece avremmo potuto fare noi a confronto del risultato ottenuto. E, intendiamoci, questo non c’entra niente con l’ideologia mussoliniana, fascista, di destra, o come la si voglia chiamare: si parla di riconoscersi in qualcosa. Io mi riconosco nella scrittura di Chiti pur non essendo toscano e non avendo vissuto il periodo fascista. La sento mia, e mi sembrava bello riprenderla adesso, con il ritorno della questione dell’antifascismo e di tutte una serie di polemiche relative alla memoria del Duce.

È bene ricordare che veniamo tutti da un possibile nonno che prendeva a schiaffi la nonna e la trattava come fosse bestiame buono per fare figli. E come tutti i figli, se non vogliamo più addosso quell’eredità, possiamo e dobbiamo allontanarcene. 

Furlan, lei lavora da tanti anni ormai a Latina. Oggi, finalmente una rassegna riconosce una certa visibilità e un palcoscenico alle realtà teatrali attive sul territorio come la sua “Latitudine”. Crede che sia l’inizio di un possibile riscatto per i giovani attori pontini o c’è da pensare che sia solo un fuoco di paglia? 

Io mi auguro un’altra cosa invece. Spero che il futuro di questa rassegna non si esaurisca al nostro territorio e che, tra qualche edizione “Scenari Paralleli” riesca ad ospitare compagnie ben più importanti delle nostre, provenienti da altri luoghi, depositarie di un altro linguaggio, e che possano mostrarci il loro modo di lavorare. Del resto, il tentativo di Latitudine Teatro sin dalla sua nascita era quello (forse un po' arrogante) di educare il pubblico al teatro; ecco perché spesso abbiamo presentato lavori forse discutibili, non decisamente rassicuranti, o quanto meno poco accomodanti: si puntava a parlare con gli spettatori, a dimostrare loro che il teatro, signori, è andato avanti.
www.watchesidol.co.uk/category/a-lange-sohne-replica

Ultime news inserite

COSA E' SUCCESSO ALLA NOSTRA SEDE

Leggi

Scenari Paralleli: un nuovo progetto al VIA!

Leggi

MOUNT OLYMPUS IN DVD

Leggi

Il progetto LT TEATRO arriva alla sua XIV edizione

Leggi

13 di Mike Bartlett - opera potente ed inquietante sullo scontro tra rivoluzione spirituale e rivoluzione economica

Leggi

Al via la nuova stagione di Latitudine Teatro

Leggi

Torna Su